Visualizzazione post con etichetta archeologia in Sicilia. Mostra tutti i post
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Misteriosa e suggestiva Pantàlica

 Necropoli di Pantalica 
Le tombe di Pantalica
 Il tipico paesaggio di Pantalica
Sull’altopiano dei Monti Iblei tra Ragusa e Siracusa, in quello che circa 3000 anni fa doveva essere il Regno di Hyblon, in zone impervie e per nulla agevoli, ritroviamo Pantalica, area protostorica misteriosa e suggestiva dall’immenso valore naturalistico-archeologico.
Tipico esempio siciliano di luogo sospeso nel tempo e nello spazio. 

Una leggenda racconta che la Ninfa Ciane, tentando di salvare Persefone da Ade, venne tramutata in un corso d’acqua. Anapo, che era innamorato della ninfa, chiese al Dio degli Inferi di poter essere a sua volta tramutato in fiume per congiungersi con la sua amata. Questo spiegherebbe le origini del fiume Anapo che, con il suo affluente, ha scavato nel corso dei millenni le pareti della necropoli.

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La leggenda di Isola delle Femmine

 La leggenda di Isola delle Femmine
Si narra che il bellissimo isolotto denominato "Isola delle Femmine" fosse stato un tempo una prigione occupata solo ed esclusivamente da donne. 
Tredici fanciulle turche, essendosi macchiate di gravi colpe, furono dai loro congiunti imbarcate su una nave priva di nocchiero e lasciate alla deriva. 
Vagarono per giorni e giorni in balìa dei venti e delle onde finché una tempesta scaraventò l'imbarcazione su un isolotto nella baia di Carini. Qui vissero sole per sette lunghi anni fin quando i parenti, pentitisi della loro azione, le ritrovarono dopo molte ricerche. 
Le famiglie così riunite decisero di non fare più ritorno in patria e di stabilirsi sulla terraferma. Fondarono quindi una cittadina che in ricordo della pace fatta, chiamarono Capaci (da "CCa-paci" ovvero: qui la pace) e battezzarono l'isolotto sul quale avevano dimorato le donne "Isola delle Femmine". 
Una testimonianza di Plinio il Giovane in una lettera indirizzata a Traiano, considera l'isola residenza di fanciulle bellissime che si offrivano in premio al vincitore della battaglia.
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Castello di Calatubo al secondo posto su "I Luoghi del Cuore". VOTATE!

 Castello di Calatubo di Alcamo - da votare su "I Luoghi del Cuore 2014"
Appello per la Sicilia e per i siciliani: invitiamo tutti a votate il Castello di Calatubo di Alcamo tra "I Luoghi del Cuore 2014". 
Il luogo più votato, infatti, sarà ristrutturato dal FAI (Fondo Ambiente Italiano), a sue spese. 
Siamo secondi e votare è facilissimo! 
Un gesto semplice e concreto per la Sicilia. 
Un'abbazia della provincia di Pisa è prima con oltre 41.000 voti, il nostro Castello è 2° con 34.000 voti.
Il concorso scade il 30 novembre e i promotori sono allo stremo delle forze.
Dimostriamo di saperci fare anche noi siciliani con il web, creando una campagna promozionale che in pochi giorni faccia recuperare lo scarto e superare il luogo concorrente. 
Invitiamo tutti a votare e condividere la notizia, per dare il massimo della diffusione ed il successo finale.
Classifica "I Luoghi del Cuore" (si può votare da qui)
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50° ciclo di rappresentazioni classiche Teatro Greco di Siracusa

50° ciclo di rappresentazioni classiche Teatro Greco di Siracusa
Quest'anno, con il 50° Ciclo di Rappresentazioni Classiche, un cartellone eccezionale per festeggiare il centenario della nascita dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico.
Il programma della stagione 2014 del Teatro Greco di Siracusa è l’occasione per raccontare la storia di una Fondazione e di un Teatro Greco, quello di Siracusa, il più vasto nel mondo greco del Mediterraneo occidentale, che in realtà è solo una parte dell'edificio fondato nel quinto secolo avanti Cristo, e ricostruito da Gerone II nel terzo secolo avanti Cristo.
La Fondazione INDA, detta l’officina del dramma antico, dal 2005 è impegnata nella produzione diretta degli spettacoli messi in scena, in un imponente assetto organizzativo che coinvolge più di 400 persone tra attori, tecnici e maestranze specializzate: le scene e i costumi dei drammi in cartellone sono realizzati interamente presso i laboratori di sartoria e scenografia INDA.

Le opere che quest'anno vedremo in scena sono: Agamennone di Eschilo per la regia di Luca De Fusco, Coefore / Eumenidi di Eschilo per la regia di Daniele Salvo, traduzione di Monica Centanni, Le Vespe di Aristofane per la regia di Mauro Avogadro traduzione di Alessandro Grilli e Verso Argo per la regia di Manuel Giliberti, testo quest'ultimo tratto da Omero, Eschilo, Euripide e Gorgia, con scrittura di Eva Cantarella.
Da venerdì 9 maggio si alterneranno in scena Agamennone, Coefore-Eumenidi, Le Vespe fino a domenica 22 giugno 2014.

Teatro Greco di Siracusa - dal 9 maggio al 22 giugno 2014

Infoline: 800.54.26.44
Agamennone di Eschilo-Coefore-Eumenidi di Eschilo-Le Vespe di Aristofane
Puoi acquistare i biglietti online

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A Lipari "ArchEolie 2013", Workshop di Archeologia Tecnica e Scienze Subacquee

 A Lipari "ArchEolie 2013", Workshop di Archeologia Tecnica e Scienze Subacquee
Si svolgerà a Lipari dall’8 al 18 settembre 2013, il 1° Workshop di archeologia tecnica e scienze subacquee ARCHEOLIE 2013
Una settimana di studi e scavi per gli amanti e i professionisti dell’archeologia subacquea. 
L'archeologia subacquea è un campo di sperimentazione continua di nuove tecnologie per la documentazione, il rilievo e il recupero di beni culturali sommersi.
La direzione scientifica del workshop è affidata a Sebastiano Tusa, Soprintendente del Mare della Regione Siciliana e a Claudio Mocchegiani Carpano, Docente di archeologia subacquea all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.
Il progetto Archeolie 2013 parte da un accordo fra la Soprintendenza del Mare e diversi partner pubblici e privati. Lo scopo è quello di approfondire l’esame di uno dei siti archeologici subacquei più interessanti del Mediterraneo: il portico di Sottomonastero a Lipari. 
Alcuni anni fa, in seguito a lavori di dragaggio del porto, fu individuata una struttura di cui si riconosceva il basamento e le basi di alcune colonne. Da una prima analisi condotta sui resti ceramici ritrovati si capì subito che si trattava di una struttura di epoca romana databile dal II sec. a. C. al II sec. d.C. 
Si tratta di un ritrovamento eccezionale perché tutta la struttura si trova a circa 9 metri di profondità e quindi è l’evidenza di un bradisimo macroscopico che ha determinato l’abbassamento del livello al di sotto del mare di molti metri.
Lo scavo è estermamente interessante sia da un punto di vista scientifico che didattico ed è uno di quei rari esempi in cui si può realizzare uno scavo stratigrafico in mare in quanto i reperti sono ricoperti da uno strato di sedimenti alluvionali portati dai fiumi dell’interno.
Quindi il progetto in questo momento copre un po’ il vuoto lasciato dalla crisi delle strutture di formazione anche in considerazione del fatto che nelle Università, l’archeologia subacquea viene poco insegnata e in ogni caso la parte teorica ha un ruolo preponderante rispetto alla parte pratica svolta a mare su un sito archeologico.
Altra valenza fondamentale del progetto è il ruolo di attrattore verso le Isole Eolie di studenti, appassionati e studiosi dall’Italia e dall’estero in modo da creare un circuito virtuoso di comunicazione per lo sviluppo della valorizzazione dei beni archeologici, paesaggistici e naturalistici dell’arcipelago eoliano.
Inoltre lo scavo consentirà di delimitare l’area archeologica consentendo così la convivenza tra la necessaria tutela cui va sottoposta l’area e la costruzione del nuovo porto, volano indispensabile allo sviluppo delle Isole Eolie.
Per maggiori info rivolgersi a: Archeolie Ass. culturale - tel. 3389813203 – 3484551776

Lo straordinario 'giardino della Kolimbethra' nella Valle dei Templi - Agrigento

Lo straordinario giardino della Kolimbethra nella Valle dei Templi - Agrigento
"Una piccola valle che, per la sua sorprendente fertilità, somiglia alla valle dell’Eden o ad un angolo della Terra promessa".
Bene storico, naturalistico e paesaggistico di grandissimo rilievo, i giardini della Kolimbethra, piccola valle situata nel cuore della Valle dei Templi di Agrigento, è stato affidato al FAI in concessione gratuita dalla Regione Sicilia per un periodo di 25 anni.

Luogo straordinario e unico al mondo per la magnificenza della natura e per la ricchezza dei reperti archeologici che ancora vengono alla luce. 
Agrumi (tra cui 13 specie di arance scomparse), carrubi, pistacchi, gelsi, noci, melograni, banani; lungo il fiume e ai piedi delle pareti calcaree vi sono mandorli, ulivi, orti tradizionali e la macchia mediterranea con mirti, allori, lentischi, terebinti, filliree, lecci, euforbie, alaterni, ginestre, palme nane, ampelodesme.
Autentico gioiello archeologico e agricolo della Valle dei Templi, tornato alla luce dopo decenni di abbandono, è un giardino straordinario per la magnificenza della natura che qui trova la massima espressione della sua generosità e per la ricchezza dei reperti archeologici che ancora vengono alla luce.
Il Giardino della Kolimbethra è stato tra i 10 finalisti al concorso "Il Parco Più Bello d'Italia" nell'edizione 2012.

Giardino della Kolymbethra - Valle dei Templi, Agrigento
tel. 335 1229042 - fax 0922 416787 - e-mail: faikolymbethra@fondoambiente.it
Orari di apertura:
  • APRILE-GIUGNO: ore 10-18
  • LUGLIO-SETTEMBRE: ore 10-19
  • OTTOBRE e MARZO: ore 10-17
  • FEBBRAIO, NOVEMBRE E DICEMBRE: ore 11-15
Aperto tutti i giorni tranne dal 7 al 31 gennaio.
ULTIMO INGRESSO: mezz'ora prima della chiusura.

Selinunte, il Parco Archeologico più grande d'Europa

Selinunte, il Parco Archeologico più grande d'Europa
Cinquecentomila visite l'anno non bastano per un parco archeologico della dimensione di circa 40 ettari, il più esteso d'Europa. Il parco archeologico di Selinunte è un'esperienza unica al mondo, situato su una spianata a circa trenta metri s.l.m., è divisibile nelle seguenti aree:
  • La collina Gàggera (ad W, con il santuario della Malophòros)
  • L'acropoli (al centro, con templi e fortificazioni)
  • La collina Mannuzza (a N, con l'abitato antico)
  • La collina orientale (ad E, con altri templi)
  • Le necropoli
Prende il nome dal Selinon, il prezzemolo selvatico. Venne fondata nel VII secolo a.C. Quando all'inizio del V secolo divampò la guerra fra Greci di Sicilia e Cartaginesi, che si concluse con la battaglia di Himera nel 480, Selinunte preferì allearsi con Cartagine. La sua popolazione crebbe fino a raggiungere i 100.000 abitanti. Ebbe numerosi e forti contrasti con Segesta fino al 409, anno della sua distruzione avvenuta proprio ad opera dei Cartaginesi e si trovò sottomessa al dominio dei Punici che la fortificarono e la ricostruirono, nell'area dove prima sorgeva l'acropoli: i resti archeologici presentano un abitato misto, punico e greco. Il dominio cartaginese, durò fino alla I guerra punica. Cartagine, per difendersi dagli attacchi romani, decise di concentrare le sue forze a Lylibeo, trasferendovi la popolazione di Selinunte, distruggendone la città ed abbandonandola alla rovina. Un violento terremoto, nel secolo X o XI, finì forse per ridurre ad un cumulo di rovine i monumenti dell'antica città. Nella seconda metà del XVI secolo, la città fu riscoperta dallo storico Tommaso Fazello. Nel 1823 gli inglesi intrapresero degli scavi archeologici.
E' in fase di attuazione un vasto programma di studi e di ricerche del parco archeologico e di allestimento museografico.

Area Archeologica Selinunte
Provincia di Trapani -  Comune di Castelvetrano - Località Selinunte
tel. 0924.46540 / 0924.46277
Orari di ingresso: durante la vigenza dell'ora legale tutti i giorni, festivi compresi, dalle 9.00 alle 19.00 (termine permanenza pubblico). La biglietteria chiude alle ore 18,00. Chiusura del parco alle 20.00
Biglietto singolo intero : 6,00 €
Biglietto singolo ridotto: 3,00 €
Note: biglietto per l'ingresso residenti nella provincia: 1,00 €
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Regione Siciliana contro i musei USA

Phiale Mesomphalos (Piatto per le offerte), siceliota (greco-siciliano), 325–275 a.c. in oro
Il Phiale Mesomphalos (trattasi di piatto per le offerte, siceliota greco-siciliano, 325–275 a.c. in oro) è uno dei pezzi di pregio della mostra “Sicily: Art and invention between Greece and Rome”, con decine di antichità provenienti dalle collezioni dell’isola. Dal 3 aprile e fino al 19 agosto sarà in mostra al J. Paul Getty di Los Angeles. Successivamente, in autunno, sarà esposto al museo d’arte di Cleveland prima di tornare in Siclia, in inverno, per un’esposizione finale a Palermo.
Secondo il New York Times, l'Assessore alla Cultura della Regione Siciliana, Mariarita Sgarlata, ha scritto una lettera ai due musei americani osservando che la Regione, la quale gode di ampia autonomia nell’amministrazione del Patrimonio, non ha mai firmato alcun contratto che autorizzasse la mostra, e dunque, considerato che l’assenza della ciotola d’oro (sequestrata dall’FBI a New York e tornata in Sicilia nel 2000) e dell’Auriga di Mozia (meravigliosa statua greca) sta privando l’isola degli euro dei turisti, se ne chiede la restituzione.

Scavo archeologico Agyrion 2010

La Soprintendenza di Enna ha autorizzato SiciliAntica ad effettuare uno scavo archeologico denominato " Agyrion '10 " presso il castello di Agira dal 19 luglio al 13 agosto.
L’attività consiste nella ricerca di abitazioni di età greca in prossimità dell’acropoli della città di Agyrion, sono previsti quattro turni settimanali, dal lunedì al venerdì con orario di lavoro 8/13.
Lo scavo sarà diretto dall’ archeologa Beatrice Basile , Soprintendente ai Beni Culturali di Enna.
A conclusione dei lavori ai volontari che avranno regolarmente e diligentemente partecipato ad almeno un turno completo sarà rilasciato un attestato di partecipazione.
Alcuni pomeriggi saranno dedicati a schedatura e ripulitura dei reperti, a visite guidate o incontri culturali.
Ai partecipanti provenienti da altre province sarà offerto vitto ed alloggio, dalla cena della domenica al pranzo del venerdì. Le attrezzature ed i materiali di consumo saranno forniti da SiciliAntica i partecipanti dovranno provvedere alle dotazioni personali (scarpe e guanti a norma e, se usufruiscono dell’alloggio, lenzuola, federe ed asciugamani).
Gli spostamenti dall’alloggio allo scavo saranno curati da SiciliAntica.

SiciliAntica - Via Vittorio Emanuele, 201 - 95124 Catania
Tel 095 313693 - 368 3658563
Associazione per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali